
📖 Su ” Il Quotidiano del Sud ” – inserito nella Rassegna odierna del Ministero dell’Interno – parliamo di ‘Ndrangheta e rifletto su un punto che considero decisivo: la #Ndrangheta non è mai rimasta ferma al passato, ma ha saputo coniugare riti arcaici e strumenti ipermoderni, radicamento territoriale e dimensione globale.
🔹 Dalla #Santa alla capacità di mimetizzarsi nei circuiti economici e finanziari, fino al ruolo centrale dei legami di sangue nelle relazioni familiari e del controllo sociale, emerge un dato chiaro: la forza dell’organizzazione calabrese oggi non sta solo nella violenza, ma nella sua capacità di adattarsi, infiltrarsi e farsi sistema.
L’articolo affronta anche il tema del diffuso “negazionismo del Nord” e della necessità di considerare la mafia per ciò che è davvero: un soggetto pienamente dentro la contemporaneità, capace di usare il linguaggio della modernità senza perdere la propria identità criminale.
🔹 La mafia prospera dove trova spazi di convenienza, zone grigie, disponibilità. Per questo il #contrasto deve essere anche culturale e collettivo. E se c’è un terreno decisivo su cui si gioca il futuro della lotta alla mafia, è proprio quello dei #giovani. È lì che si costruiscono gli anticorpi più profondi e duraturi.
🔗La vera sfida non è soltanto reprimere la mafia, ma renderla culturalmente inaccettabile.
L’articolo lo trovate qui: https://lnkd.in/d6A2g3QQ.
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