
Ieri, presso la sede di Roma del Parlamento Europeo, ho avuto il piacere di intervenire su un tema che riguarda non solo la sicurezza economica, ma il futuro stesso delle nostre democrazie: la criminalità organizzata transnazionale e la sua crescente capacità di influenzare mercati, istituzioni e processi democratici.
In un mondo segnato dalla libera circolazione di capitali, merci e informazioni, le organizzazioni criminali hanno assunto una dimensione globale, operando come vere e proprie multinazionali del crimine. Oggi investono, riciclano, infiltrano l’economia legale e sfruttano le fragilità dei sistemi normativi.
Di fronte a questa minaccia, nessuno Stato può agire da solo: servono cooperazione giudiziaria internazionale, maggiore trasparenza societaria, strumenti più efficaci di sequestro e confisca e un progressivo percorso di armonizzazione delle legislazioni europee e internazionali.
In questo quadro, il mio libro “I Malacarni. Come la mafia è diventata globale”, recentemente tradotto anche in inglese, nasce anche con l’ambizione di offrire un contributo a questo percorso di armonizzazione normativa, nella consapevolezza che una minaccia globale richiede risposte giuridiche condivise, efficaci e sempre più coordinate.
La criminalità organizzata prospera dove trova opacità, frammentazione e indifferenza. La democrazia, invece, si rafforza attraverso la trasparenza, la cooperazione e la responsabilità condivisa.
Difendere la legalità economica significa difendere i mercati, la sicurezza dei cittadini e la credibilità delle istituzioni democratiche.
È questa la sfida che abbiamo davanti. Ed è una sfida che Europa ha il dovere di guidare.
Ringrazio tutti i relatori per i loro contributi preziosi, Riccardo Pilat per l’impeccabile organizzazione e tutti coloro che sono intervenuti all’incontro.
Ambasciatore Istivan Alfaro Solano
Giuseppe Cricenti
Antonio Parbonetti
Paolo Storoni
Emanuele Fisicaro
Igor Angelini
Riccardo Pilat
